Diritti dei lettori e delle lettrici

“Dove si bruciano i libri, si finisce presto per bruciare anche gli uomini”.
Heinrich Heine

  1. Il lettore ha diritto al libero accesso alla letteratura universale come patrimonio dell’umanità e bene comune. Nessuno può impedire o regolare questo accesso. Nel caso di lettori bambini o ragazzi, vanno rispettate propensioni e necessità individuali.
  2. Il lettore ha il diritto alla curiosità e quindi a spaziare tra opere diverse in qualunque modo e per qualunque motivo ritenga opportuno. Limitare questa libertà di esplorazione dovrebbe essere considerata un’azione coercitiva e, a seconda dei casi, violenta. Nel caso di bambini e ragazzi, la curiosità verso una data opera dovrebbe essere rispettata, evitando di ricondurla a delle tappe anagrafiche obbligate quando queste non corrispondono alla effettiva maturità del lettore.
  3. Il lettore ha il diritto a non essere manipolato nelle opinioni e nei giudizi attraverso censure, omissioni ideologiche, ritiro di opere dal libero accesso. Questo diritto include anche i bambini e i ragazzi.
  4. Il lettore ha il diritto di criticare un’opera e di dissentire con il suo contenuto. Ha il diritto quindi di non leggerla, dopo aver acquisito informazioni su di essa, e di non consigliarla, di recensirla negativamente nel caso in cui la legga, ma non di chiedere che sia censurata o ritirata dal libero accesso, nemmeno in nome della protezione dell’infanzia.
  5. Il lettore ha il diritto di non finire un libro se questo si rivela non adatto alla sua sensibilità o delude le sue aspettative.
  6. Il lettore ha diritto alla bibliodiversità, cioè a una produzione letteraria variegata che stimoli e incoraggi lo sviluppo delle idee e dello spirito critico attraverso una vasta scelta di punti di vista sui più disparati argomenti. La pre-censura nelle case editrici e la conseguente auto-censura degli autori, quando diventano prassi quotidiane, sono da considerarsi dannose per la bibliodiversità e quindi contrarie al bene del lettore.
  7. Il lettore ha il diritto di sentirsi offeso dal contenuto di un’opera nella propria identità personale o nell’identità del gruppo al quale appartiene, e può appellarsi quindi all’articolo 4 e 5 della carta dei suoi diritti. Essendo l’offesa, per sua stessa natura, di carattere soggettivo non può ledere né il diritto al libero accesso alle opere, né quello alla bibliodiversità, né nessuno dei diritti degli autori.
  8. Il lettore ha il diritto di essere considerato, fino a prova contraria, capace di scegliere, discernere, elaborare, metabolizzare e decidere per se stesso. Anche i bambini e i ragazzi dovrebbero essere incoraggiati a sviluppare queste capacità il prima possibile, per partecipare alla vita culturale e letteraria in modo attivo e consapevole.
  9. Il lettore ha il diritto a non essere ideologicamente vessato, represso o oppresso per le sue scelte o gusti letterari.
  10. Il lettore ha il diritto di non essere considerato solo un target commerciale del mercato editoriale, ma prima di tutto come un membro attivo della comunità intellettuale di un paese democratico.